Il Kyoto fisso - Il Kyoto fisso

Il Kyoto fisso di Antonello Pasini

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Come si cerca di screditare una ricerca climatica scomoda

Il mese scorso è uscito un articolo sui risultati di uno studio che ho effettuato con gli amici e colleghi Alessandro Attanasio e Umberto Triacca dell'Università di L'Aquila. Questo articolo, comparso sulla rivista scientifica internazionale Atmospheric Science Letters, ha avuto una discreta eco sulla stampa e sui media ed è stato ripreso in maniera generalmente corretta: si veda, ad esempio, il breve sunto che ne ha fatto il sito di Le Scienze, al quale rimando per saperne di più (vi prego di leggerlo).

In breve, qui dirò solo che si tratta di uno studio che mira a comprendere quali siano state le cause sostanziali del riscaldamento globale degli ultimi 60-70 anni. Lo studio è stato effettuato mediante l'applicazione di una tecnica econometrica sviluppata dal premio Nobel Clive Granger e trova risultati che sono in accordo con quanto già si sapeva dai modelli climatici standard. L'importanza dello studio, quindi, risiede tutta nell'aver ottenuto questi risultati mediante una tecnica completamente indipendente da quelle finora utilizzate. Ciò appare essenziale, in quanto qualsiasi ricercatore che si occupa di sistemi complessi impara subito quanto sia fruttuoso analizzarli da punti di vista e con metodiche diverse: spesso si trovano risultati complementari e altre volte, come in questo caso, si possono "falsificare" o "corroborare" risultati già ottenuti in maniera diversa.

Oggi su questo blog non mi spingo ad approfondire i metodi e i risultati della ricerca: lo farò molto volentieri se ci saranno dubbi e domande a cui rispondere. Vorrei invece presentare un "caso di studio" di come si possa screditare una ricerca come questa: ciò è stato fatto su un noto sito di scettici/negazionisti (Climate Monitor), in questo post: vi prego di leggerlo – è molto istruttivo!

Come vedete, il suddetto post inizia con quella che dovrebbe essere una mia affermazione catastrofista, ripresa da quanto sarebbe scritto su un oscuro settimanale diocesano della Diocesi di Rimini. Ci si rallegra, poi, delle mie posizioni più moderate, estratte sapientemente (fuori contesto) da un'intervista recente apparsa sul quotidiano L'Avvenire, che qui, invece, linko integralmente, dove credo di essere stato piuttosto chiaro. 

Si passa poi a ironizzare sulla tecnica usata: io non me la prendo più di tanto, ma spero che Granger, premio Nobel per l'economia 2003, non si rivolti nella tomba. E, come ci si poteva aspettare – conoscendo il livello scientifico e la partigianeria di chi scrive su quel blog – si confonde, per ignoranza o deliberatamente, correlazione e tecnica di Granger. Voglio essere chiaro: tra Granger causality e correlazione, dal punto di vista statistico-matematico, non esiste nessuna relazione. La definizione di Granger non implica proprio un bel nulla circa la correlazione tra due variabili, e viceversa. Tra l'altro, può sembrare strano, ma l'esempio del gallo che causerebbe il sorgere del Sole, citato nel post, lo uso anch'io spesso per dire che bisogna stare attenti a fare unicamente analisi di correlazione se non si conosce la dinamica del sistema che si sta studiando…

Così, questi signori non sanno (o fanno finta di non sapere) che i modelli statistici non sono solo modelli di correlazione. Se non sapete, almeno non fate i presupponenti! Se invece sapete e lo fate deliberatamente, beh, allora è anche peggio…

Infine, dopo aver cercato di ridicolizzare il metodo e dunque la nostra ricerca, si cala il carico da 11, facendo credere che questi modelli si siano applicati in ambito finanziario (Lehman Brothers et al.), con risultati disastrosi. Ovviamente non è così – e questa volta si confonde economia e finanza… Ma quanta pazienza ci vuole con questi "signori"?

Poi, qua e là, si fa intendere che io sarei passato solo adesso a questi metodi statistici (dunque sarei un neofita più o meno sprovveduto), abbandonando i modelli dinamici. In realtà io non sviluppo e non faccio girare modelli dinamici da almeno 15 anni, non perché non li ritenga metodi validi di analisi, ma semplicemente perché non ho un gruppo abbastanza numeroso per poterli gestire. Così mi sono rivolto a studi climatici mediante modelli a bassa dimensionalità, modelli a rete neurale e altri modelli statistici come quelli di Granger causality.

Vedo che i miei amici e colleghi hanno risposto ad alcuni "dubbi" sul post di Climate Monitor (in realtà hanno contribuito a colmare lacune grosse come case…), e di questo li ringrazio. Io sono pronto qui a discutere di qualsiasi dubbio venga a menti attente e vogliose di conoscere, senza secondi fini. Intanto vi ho presentato questo "caso di studio" di screditamento di una ricerca scientifica, perché mi sembra significativo di una certa "divulgazione" scientifica. Come diceva Arbore: meditate gente, meditate…

P.S.: vorrei concludere con una sensazione. Ho la sensazione che questi signori abbiano un dossier su di me, che in qualche modo mi abbiano schedato. Avrebbero una copia del 2008 di questo oscuro settimanale diocesano; un mio amico ex-scettico mi ha detto che sanno addirittura qual è stato il mio compenso per la conferenza cui si riferisce questo settimanale – dato che pare sia comparso online sul sito del Comune di Riccione; raccolgono i comunicati stampa dell'ANSA che mi riguardano (ad esempio sulla presentazione del libro del dicembre 2010)… Mi aveva detto Guido Guidi (deus ex machina del suddetto blog) che voleva passare ai servizi segreti: evidentemente lui e i suoi amici si stanno preparando…

Un caro amico mi ha anche detto: chiaramente ti temono e tu per loro sei pericoloso. Grazie comunque a Climate Monitor. Io non ho scheletri nell'armadio, ma tutta questa attenzione nei miei riguardi non fa altro che convincermi di più che agire correttamente e secondo coscienza è sempre la cosa migliore! 

Commenti

Caro Antonello, mi chiedo solamente se sia giusto screditare una ricerca senza sapere nulla sul metodo applicato nello studio? Nel blog Climate Monitor è emerso chiaramente che nessuno sapesse (prima degli interventi di Umberto) cosa fosse la causalità secondo Granger, metodo su cui si basa il nostro articolo. O meglio è emerso (sempre prima degli interventi di Umberto) che Granger causality è un sinonimo del termine correlazione.............solo per questo direi di non prendersela più di tanto. Dimenticavo, grazie per il collega!!!
Antonello comprendo il fastidio per le critiche ignoranti ricevute e mi ha piacevolmente sorpreso la pazienza con cui Attanasio e Triiacca hanno risposto a commenti peggiori del post. Il disprezzo mostrato da quelle persone per chi ha dedicato anni di lavoro e studi è sconcertante ed in nessun modo giustificabile. La ciliegina sulla torta, quello che al momento è l'ultimo commento scritto in persona da Guidi, fa più danno di quello che vorrebbe aggiustare. Guidi, forse riconoscendo il madornale errore dell'aver pubblicato quel post, sposta l'attenzione dal discorso scientifico all'attacco personale. Non so se davvero ti abbiano schedato, certo è che i "maestri" americani a cui sembrano ispirarsi usano tutti i metodi disponibili per attaccare personalmente gli scienziati. Spero caldamente che non stiamo assistendo ad un esempio di servitù culturale al peggio che viene da oltreoceano e che questo sia solo un maldestro quanto malaugurato modo di comunicare. Su una nota più piacevole, avevo seguito i precedenti lavori di Triacca del 2001 e del 2005. Anche se il risultato era negativo, da fisico ignorante in statistica ero comunque convinto che la causalità sarebbe prima o poi emersa. Nel 2011 Attanasio e Triacca mostrano la causalità con la CO2, ma mancava ancora il confronto con le altre forzanti. Quest'ultimo lavoro a tre mani completa l'opera. Tutto questo per dire, in due parole, complimenti, avete fatto un bel lavoro.
Caro Riccardo, hai colto nel segno. Guido Guidi è molto abile a "rivoltare le frittate" e a condurre la discussione a proprio vantaggio. Visto che i miei colleghi hanno fatto capire a tutti (tranne a chi ha i paraocchi) che a Climate Monitor hanno fatto la figura degli ignoranti e dei presupponenti, lui cambia bersaglio. E, se noti, tende anche la mano e, implicitamente, offre a Triacca ed Attanasio la possibilità di rifarsi una verginità ai loro occhi, magari dicendo che le interviste sono solo farina del mio sacco. Quanto alle ricerche precedenti, quelle di Triacca del 2001 e 2005 erano studi in-sample, dunque non sfruttavano appieno le potenzialità della Granger causality, mentre quella del 2011 di Attanasio e Triacca era condotta con un modello non lineare, utilizzando anche le reti neurali. Il nostro paper è il primo che utilizzi una Granger causality lineare out-of-sample e che studi sia forzanti naturali che antropogeniche.
Scusate, ma non resisto. Devo aggiornarvi su questo "caso di studio" di screditamento, perché sta diventando sempre più interessante. Eravamo rimasti a quanto ci diceva più sopra Riccardo Reitano sullo spostamento dell'obiettivo di Climate Monitor dalla ricerca alla mia persona e, in particolare, alla mia intervista all'Avvenire. Sto seguendo, ogni tanto, cosa succede su Climate Monitor, nei commenti al post che mi hanno "dedicato": http://www.climatemonitor.it/?p=23443 Un tempo a veder certe cose mi venivano travasi di bile; adesso invece, che sono invecchiato, mi diverto come un matto. Ebbene, secondo me non sanno più che pesci prendere. Ma quando succede così a volte ci si lascia prendere la mano e non si ragiona in maniera lucida. Mi sembra che sia quanto sta succedendo a Guido Guidi, che in due commenti di oggi (12 febbraio) fa affermazioni un po' "strane". Rispondendo ad Umberto Triacca, dapprima lo loda dicendo del nostro lavoro: "è statisticamente convincente, almeno per me". Poi però aggiunge: "Dallo stesso lavoro però non emergono contenuti ‘nuovi’ in termini di attribuzione (ci credo, non è un lavoro sull’attribution!), eppure questo è stato il senso dell’intervista e dello spazio che questo lavoro ha trovato sui media". Poi, rispondendo ad Alessandro Attanasio, dice: "Il vostro lavoro è statisticamente ben fatto, ma non è in quell’intervista, che ne è invece uno spot". Non è un lavoro sull'attribution? Ma qualcuno vuole dire a Guido Guidi che "attribution" è la terza parola del titolo del paper, è la terza parola dell'abstract ed è la prima parola delle parole chiave? Capisco che il nostro amico non abbia voglia di leggere l'articolo (diciamo così per non essere più cattivi...), ma almeno il titolo... Insomma, il nostro non sa di cosa parla l'articolo. E non finisce qui. Come fa una persona che non ha nemmeno letto l'articolo a giudicare che io avrei travisato i risultati del mio stesso articolo per farne uno spot? Tra l'altro gli spot si fanno a pagamento o con giornalisti compiacenti. Vuoi vedere che se lo sanno quelli dell'Avvenire, lo querelano? A meno che non sia come suggeriva Oca Sapiens nel link del mio commento precedente...
Caro Antonello, personalmente ho avuto la sensazione che Guidi si sia reso conto che il post, nonostante fosse un mirror, dicesse un pò di cavolate (televisori, frigoriferi, a questo punto perché no lavatrici). Infatti poi ha preso le distanze dal post, dicendo che non era a sua firma ma solo un mirror. Peccato che il blog sia il suo, non penso che il mirror si sia auto-introdotto nel suo blog. Va detto che qualcuno si è in parte scusato dicendo di aver scritto i primi commenti senza aver letto l'articolo. Questa la dice tutta, ma va dato il merito alla persona di aver ammesso la cosa. Per il resto, credo e spero che Guidi prima di ripostare un mirror, si legga almeno il lavoro a cui si fa riferimento. Anche perché partendo con un piede diverso potrebbero nascere dibattiti costruttivi e non distruttivi. Non so se l'abbia capito, ma me lo auguro.
Caro Alessandro, certo che si sono accorti di aver fatto una figuraccia - non sono mica stupidi! Il problema è che Guidi, anziché ammetterla o tacere, preferisce usare le sue indubbie capacità dialettiche per tentare di ribaltare la situazione (in questo caso con dubbi risultati, come ho fatto notare nel mio commento precedente). Quando una persona è presupponente vuole sempre aver ragione e in questo caso, poi, non può e non vuole delegittimarsi nei confronti dei suoi amici. Insomma, tu probabilmente sei troppo giovane per ricordartelo, ma a me Guidi fa tanto pensare a Fonzie di Happy Days, che non riusciva proprio a pronunciare la frase: "ho sbagliato".
Mi segnalano un altro intervento su questa vicenda, da parte di chi, mi pare, conosce bene certe persone: http://climafluttuante.blogspot.com/2012/02/il-metodo.html
Carissimi, io non sono un'esperta di informatica e quindi non mi permetto di commentare, a differenza di quanto hanno fatto altri, i modelli statistici o previsionali sul clima. Di fatto mi sembra che il riscaldamento del pianeta, ed i conseguenti problemi climatici, siano sotto gli occhi di tutti...ma spesso è meglio screditare chi cerca di trovare spiegazioni e/o soluzioni per poter arginare il fenomeno. Tutto questo perchè gli interessi in gioco sono alti e l'immobilismo è importante per poterli perpetuare..."il sonno della ragione genera mostri"...ma forse chi ha già subito questa trasformazione non è più in grado di capire e continua, in maniera ottusa, a portare avanti le proprie ragioni. Non vi fate scoraggiare e continuate a fare ciò in cui credete!!! Chissà che qualche mente "illuminata" colga l'occasione di utilizzare in modo proficuo i dati forniti da voi o altri, per fare qualcosa di utile. In bocca al lupo... Raffaella
Posso solo dire una semplice frase per rispondere a queste persone che amano screditare il lavoro degli altri: "E' facile fare il r.......e con il fondoschienda degli altri". Beh se poi lorsignori vi seguono con tanto accanimento vuol dire che qualcosa di Buono avete fatto, altrimenti vi lascerebbero perdere. Oppure deduzione più facile, non avendo argomenti con cui attirare l'opinione pubblica, attaccano persone più famose per ritagliarsi uno spazio che non gli appartiene.
Caro Antonello in ritardo ti mando la mia solidarietà, davvero sono cose che fanno arrabbiare chi lavora seriamente. Una sola cosa: a me non è piaciuto che il post di cui hanno fatto il mirror su Climate Monitor sia firmato da uno pseudonimo, perchè Fabio Spina non mi sembra sia il vero nome. Secondo me sarebbe utile sapere di chi si tratta; visti i legami con i blog teo-con la mia ipotesi è che sia il Col. Fabio Malaspina http://www.climalteranti.it/2010/02/15/diffidare-di-chi-usa-il-mattone-della-vita/ ma magari mi sbaglio. Sarebbe utile secondo me che chi scrive post facendo lo sprititoso ci metta almeno la faccia, cosi' se si dimostra che scrive stupidaggini si assume le sue responsabilità, pur piccole che sono. Ciao
A me più che un post di "analisi" e "commento" ai risultati è sembrato subito un post di "inquisizione", già dal primo commento. Una specie di caccia alle streghe gratuite. Su una trentina/quarantina di commenti solo due - tre erano seri. E se proprio la statistica non la si vuole usare, nè per fare climatologia nè economia, bè allora usiamola per mostrare la serietà di un contenitore sociale qual è il blog!!! NB: che esista una correlazione tra qualsiasi variabile nell'universo e i televisori in vendita non è cosa difficile da dimostrare; però non mi pare che il legame causa-effetto tra CO2 e Temperatura sia così fantasioso, visto che è in tutti i libri seri di climatologia e fisica del clima. Un saluto a tutti
Ciao Antonello, hai tutta la mia solidarieta'. L'arroganza, la mancanza di rispetto verso le persone e il disconoscimento del metodo scientifico da parte di questa gente e' semplicemente sconcertante... Le loro posizioni pregiudiziali non appartengono alla scienza e non meritano ulteriori commenti! Un caro saluto
caro Antonello, dalle loro reazioni si vede che hai fatto centro! un caro saluto Marcello
Managgia...vedo che a distanza di anni non è cambiato niente nel "dibattito pubblico" climatico...come si fa a non esplodere di rabbia e a consumarsi i nervi per questi oltraggi reiterati all'infinito ancora non l'ho capito, ma certamente è stato uno dei principali motivi, unito a motivi professionali, per cui abbandonai l'interesse verso il settore...un saluto al Dott. Pasini che indubbiamente dimostra invece di avere nervi ancora ben saldi.