A Roma la storia si respira ad ogni passo... Le mura dei palazzi ci ricordano gli antichi abitanti e le antiche attività, oggi spesso dismesse. Eppure esiste qualche luogo in cui le attività di un tempo continuano tuttora. Uno di questi edifici è la torre Calandrelli, situata in pieno centro, a due passi da via del Corso e dalle sedi del Parlamento.
La torre fa parte dell'edificio del Collegio romano, centro culturale dei Gesuiti a partire dalla fine del 1500. Da lì furono effettuate le prime osservazioni astronomiche dei padri gesuiti e poi, dal 1782, la torre è divenuta la sede di un osservatorio meteorologico in cui uomini e strumenti hanno lavorato ininterrottamente per 228 anni. Per merito loro oggi siamo in possesso di una delle più lunghe serie storiche di temperature e precipitazioni di cui la comunità scientifica possa disporre.
Da qualche giorno è giunta notizia che questa torre verrà "svuotata": l'osservatorio meteorologico verrà trasportato altrove... come pure la ricca biblioteca ad esso annessa. Non voglio entrare nel merito di questa operazione di riorganizzazione del Centro cui attualmente l'osservatorio fa parte, ma permettetemi di fare alcune considerazioni.
Ho già discusso precedentemente (qui e qui) dell'importante e delicato lavoro dei climatologi storici, che hanno bisogno di lunghe serie storiche di dati meteorologici e metadati (come quelli che si trovano nelle biblioteche annesse agli osservatori) per ottenere un quadro realistico e affidabile del clima del passato. In particolare, gli spostamenti del sito di rilevazione influiscono sempre negativamente sulla omogeneità delle serie storiche...
Ora, è chiaro che la stazione del Collegio romano non può essere una di quelle su cui si fanno valutazioni del riscaldamento globale. Infatti essa è posta nel pieno centro di una città come Roma che è "fatta" di cemento, asfalto, laterizi: tutti materiali che hanno la proprietà di assorbire e rilasciare calore nella bassa atmosfera, facendo sì che la temperatura della città sia sempre superiore a quella della campagna circostante (fenomeno dell'isola di calore urbana). Roma si è espansa a dismisura negli ultimi due secoli e quindi, come effettivamente si evince dalla serie storica, la temperatura dell'aria su Roma è cresciuta di più di quella media globale.
Nonostante questa scarsa valenza climatica nel senso usuale del termine, i dati rilevati dalla torre Calandrelli identificano cambiamenti nel clima urbano che sono altrettanto importanti di quelli nel clima globale (che potremmo definire "di background"). Si pensi, infatti, che la maggior parte di noi vive in ambiente urbano e dunque anche gli impatti climatici di background vengono amplificati da ciò che avviene all'interno delle città.
In sostanza, dal punto di vista scientifico privarsi di questa stazione significherebbe togliere un punto di rilevamento affidabile che possa sempre rapportarci direttamente con quanto avvenuto in passato, senza dover ricorrere a discutibili e incerte operazioni di confronto indiretto con altri dati. Penso anche a cosa diranno i miei colleghi stranieri...
Da un altro punto di vista, perdere questo osservatorio significa cancellare un pezzo della nostra storia, e anche questo, in un Paese civile, ha la sua importanza...
Segnalo che si può firmare una petizione per scongiurare la scomparsa dell'osservatorio meteorologico del Collegio romano...
... affinché una torre svuotata non diventi il simbolo della nostro scarso senso della scienza e della storia.
CATEGORIE: Ecologia, Prima pagina, Scienza
TAGS: clima, Collegio romano, isola di calore urbana, osservatorio meteorologico, torre Calandrelli
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Commenti
Claudio Cassardo 07/ott/2010 16:10:58
Gisella 07/ott/2010 17:15:16
Roberto Esposti 07/ott/2010 17:19:28
Maurizio Morabito 08/ott/2010 01:14:12
rikygio 06/nov/2010 15:53:30
Roberto Esposti 16/nov/2010 17:50:46
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