La ricerca continua...
Riassumendo brevemente le puntate precedenti (1 e 2), abbiamo visto che la temperatura globale, stimata nei pressi del suolo, con le sue fluttuazioni non ci racconta tutta la storia di un sistema Terra caratterizzato da un surplus di energia che appare costantemente crescente. Ci siamo chiesti, allora, dove sia finita questa energia nascosta e abbiamo visto che la scarsa crescita di temperatura dell'ultimo decennio non è imputabile all'energia spesa per far fondere i ghiacci che si sono effettivamente sciolti in questo periodo.
Dato che il sistema clima è costituito da vari "pezzi" (atmosfera, oceani, ghiacci, biosfera, ecc.) rimane l'ipotesi che questa energia si sia confinata in una zona lontana da dove noi stimiamo la temperatura globale...
E se questa energia fosse finita sotto la superficie terrestre? Ci vorrebbe qualcosa che fungesse da deposito, da serbatoio di energia...
Dato che il suolo solido ha una bassa capacità termica, esso si riscalda facilmente ma si raffredda anche altrettanto facilmente. In sostanza non è un buon deposito che possa contenere grandi quantità di energia per molto tempo. Al contrario, mari e oceani hanno una grande inerzia termica: assorbono l'energia lentamente e altrettanto lentamente cambiano la propria temperatura, ma allo stesso tempo rilasciano lentamente l'energia che hanno intrappolato. Ciò è dovuto in parte all'alta capacità termica dell'acqua e in parte al fatto che, contrariamente alla terra, l'acqua si può rimescolare in verticale, portando dunque il calore in strati lontani dalla superficie. Mari e oceani sembrano dunque i candidati ideali a fungere da serbatoi energetici. Cerchiamo quindi lì...
Ma abbiamo subito un problema. I rilevamenti in campo oceanografico sono sempre stati più sporadici e sparsi di quelli in ambito meteorologico, a causa delle ovvie difficoltà di avere stazioni di rilevamento in mezzo al mare. Fino a qualche anno fa, la temperatura degli strati di acqua sotto la superficie era misurata mediante sonde in movimento su navi, con una copertura molto limitata. Si ritiene che una certa affidabilità delle misure ci sia solo dal 1993.
Nel 2003, invece, è nata una rete di rilevamento (Argo) di oltre 3000 sonde automatiche che scandagliano gli oceani fino a 2000 metri di profondità e ci consentono di avere dati più dettagliati di temperatura e salinità. Oggi la copertura globale è molto buona (vedi figura a lato).
Ebbene, utilizzando i dati del sistema Argo, ma anche analizzando nel dettaglio misure e incertezze del periodo precedente a partire dal 1993, ricercatori di vari Paesi hanno pubblicato recentemente un interessante articolo su Nature, nel quale valutano il riscaldamento dello strato oceanico che va dalla superficie fino a 700 metri di profondità.
I risultati mostrano un "intrappolamento" di calore in questo strato oceanico di circa 0.64 ± 0.11 Watt/m2 dal 1993 al 2008. Come si può notare dalla figura a lato (dove sull'asse verticale si trova l'energia globale e non più l'energia per unità di superficie) si vede molto bene il trend di crescita dell'energia immagazzinata. Il riscaldamento di questo strato oceanico appare superiore a quanto si stimava in precedenza, pur se negli ultimi anni anche questo riscaldamento, come quello di superficie stimato dalla classica temperatura globale, appare in crescita più contenuta.
La quantità di energia intrappolata negli oceani negli ultimi anni è notevole e, contrariamente alle altre ipotesi di confinamento dell'energia, almeno appare dello stesso ordine di grandezza dello sbilancio energetico osservato e di cui si è detto ampiamente.
Certo sarebbe bello riuscire a valutare le fluttuazioni nel riscaldamento oceanico in relazione a quelle che si vedono nei grafici di temperatura globale alla superficie, ma probabilmente non ci possiamo ancora permettere questo dettaglio di analisi...
In sostanza, la conferma che gli oceani si stanno scaldando anche sotto la superficie avvalora l'ipotesi che possano costituire un serbatoio di "energia nascosta". Nel contempo, l'accenno ad una stasi per gli ultimi anni nel grafico dell'energia oceanica e in quello delle temperature di superficie mostra che, sicuramente, la nostra ricerca dell'energia nascosta e dei suoi luoghi di confinamento è lungi dall'essere terminata. Cosa succede sotto i 700 metri? Oggi con Argo ci possiamo arrivare! Cosa accade al rimescolamento oceanico nei periodi di El Niño?
A questo punto si aprono tante altre domande cui non sappiamo ancora dare risposta. Così, questa "telenovela" di tre puntate si conclude come tutte le telenovele, senza una conclusione...
Aspettiamo con ansia la prossima puntata, che certamente la scienza del clima ci proporrà al più presto.
CATEGORIE: Ecologia, Prima pagina, Scienza
TAGS: capacità termica, clima, oceani, serbatoi di energia
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Commenti
Marco Pifferetti 29/giu/2010 15:35:16
Stefano Caserini 01/lug/2010 12:44:32
Antonello Pasini 01/lug/2010 16:08:34
homoereticus 05/lug/2010 15:52:04
Antonello Pasini 05/lug/2010 16:36:16
Lorenzo Fiori 06/lug/2010 14:09:32
Giancarlo 07/lug/2010 15:47:14
Antonello Pasini 07/lug/2010 16:36:29
Ennio 10/ago/2010 09:00:06
Antonello Pasini 10/ago/2010 09:57:27
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