E' arrivato il trionfo di Schwazer nella 50 Km di marcia. Bravo! E' stata una gara molto dura, soprattutto per le condizioni meteo. I cinesi, infatti, hanno messo in calendario le gare di gran fondo in prima mattinata, per evitare il grande caldo delle ore centrali del giorno e anche per evitare i picchi di ozono, un inquinante che solitamente si forma nelle ore di più intenso soleggiamento e che è considerato il più pericoloso per gli atleti per la sua influenza "irritante" sulle vie respiratorie.
Quando è stato pianificato il calendario, però, non si poteva sapere che questa notte il suolo si sarebbe presentato intriso dalla pioggia di ieri e che, dopo il sorgere del Sole, avrebbe cominciato a "rilasciare" la sua acqua per evaporazione, determinando un'umidità dell'aria molto elevata. Solo con il passare delle ore l'umidità si è abbassata (nel frattempo, però, è aumentata la temperatura). Tutto ciò ha fatto faticare più del dovuto atleti che alla fatica, peraltro, sono abituati (la durata della gara di marcia è di oltre 3 ore e mezza). L'unica consolazione è che l'aria respirata da Schwazer e colleghi era sostanzialmente pulita, cioè tutti gli inquinanti monitorati mostravano livelli piuttosto bassi.
E ora, l'ultimo grande sforzo prolungato sarà quello della maratona, in programma domenica, sempre in prima mattinata. Gli occhi di chi si occupa dello stato meteo-ambientale di queste Olimpiadi sono tutti puntati su questa gara. Ma gli occhi da soli non bastano... ci vogliono degli "occhiali" con cui guardare meglio... E gli "occhiali" sono sensori e modelli.
Cosa ci dicono questi "occhiali"? I dati dei sensori di monitoraggio della qualità dell'aria ci mostrano come le precipitazioni di ieri abbiano fortemente ripulito l'aria dagli inquinanti, ma ciò non significa che le condizioni rimangano queste anche per i prossimi giorni. Solo i modelli meteo-ambientali ci possono consentire di fare previsioni.
Analizzando la situazione solo qualitativamente, si può dire che nei prossimi due giorni a Pechino si avranno venti molto deboli e un'aria piuttosto stagnante, con cielo sereno o poco nuvoloso. Ciò favorirà un aumento delle temperature e dell'umidità rispetto alle ore diurne di oggi (ma non rispetto alla notte scorsa e a questa mattina) e un incremento nelle concentrazioni di inquinanti. Evitati i picchi di ozono (che potranno manifestarsi nel pomeriggio), si potrà avere una concentrazione medio-alta di altri inquinanti al mattino.
In sostanza, sicuramente meno umidità di questa mattina ma temperatura un po' più alta (ciò determinerà un disagio fisiologico un po' più basso di quello "sofferto" da Schwazer) e qualche inquinante in maggiore quantità, ma non l'ozono. Se diamo retta all'opinione dominante secondo cui gli inquinanti probabilmente presenti domenica darebbero problemi solo dopo un accumulo molto più lungo delle 2 ore o poco più di una maratona, dobbiamo dire che, tutto sommato, le situazioni meteo-ambientali cui saranno sottoposti il nostro Baldini e i suoi colleghi dovrebbero risultare un po' meno dure di quelle che ha dovuto affrontare Schwazer.
Ciò è consolante, anche se non previene completamente da sindromi alla Dorando Petri. Vale la pena infatti di ricordare che, spesso, la durezza della gara la fanno gli atleti con la loro condotta.
Ebbene, ho letto la dichiarazione di un dimesso Baldini che, dopo il recente infortunio, auspicava condizioni meteo-ambientali estreme che rendessero la gara durissima e che dunque potessero in qualche modo farlo gareggiare alla pari con gli altri. Probabilmente, domenica le condizioni saranno sicuramente impegnative ma non così estreme...
... a meno che i nostri "occhiali" non ci mostrino una realtà distorta.
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TAGS: Baldini, clima, inquinanti, meteorologia, Olimpiadi, ozono, Schwazer
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Commenti
Anna Maria 22/ago/2008 13:59:56
Antonello Pasini 23/ago/2008 18:35:40
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