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Se il clima influenza la nostra bolletta...

Due giorni fa è uscito un comunicato stampa (qui disponibile insieme al relativo rapporto tecnico) della Terna, società che gestisce la rete elettrica nazionale, da cui risulta che nel mese di gennaio appena concluso in Italia abbiamo consumato lo 0,8% di energia elettrica in più rispetto al gennaio 2007.

La nostra bolletta elettrica è stata quindi più cara (anche senza contare eventuali "ritocchi" alle tariffe).

Perchè? Siamo stati più "spendaccioni"? Abbiamo risparmiato di meno?

Di fatto, abbiamo consumato di più. E la Terna ci dice subito che è anche per colpa del clima...

E' noto a tutti che negli ultimi anni il maggior pericolo di black out è venuto dalle alte temperature estive, quando l'esteso utilizzo di condizionatori, sempre più presenti nelle nostre case, negli uffici e nei negozi, ha portato ad avere picchi di richiesta di energia elettrica. Tuttavia, anche in inverno la temperatura più o meno rigida porta a regolare diversamente l'uso di elettrodomestici come le pompe di calore, le stufette, ecc..

Quest'anno, poi, si possono fare calcoli piuttosto precisi sull'influenza climatica, in quanto il numero di giorni lavorativi del gennaio 2008 è stato lo stesso di quelli del gennaio 2007 e dunque le differenze riscontrate non sono attribuibili ad un diverso peso dell'attività produttiva, notoriamente molto energivora.

Ebbene, la Terna stima che di quello 0,8% di richiesta di energia elettrica in più, uno 0,5% sia proprio attribuibile ad un gennaio più freddo del precedente.

Non entro in dettagli su come si effettui questo conteggio... Voglio solo notare espressamente come, ancora una volta, il clima influenzi le attività umane con impatti spesso preponderanti rispetto ad altre cause di cambiamento: ricordo soltanto qualche esempio discusso in precedenza per la qualità dell'aria (qui e qui) o per gli impatti in Cina.

Per gli amanti del meteo-fai-da-te, segnalo nuovamente una facility della NOAA che consente di giocare un po' con la variabilità climatica, ad esempio confrontando vari periodi di anni diversi con la climatologia storica.

Ora, credo che sia interessante vedere come, con questo mezzo, si possa "scavare" ulteriormente dietro il comunicato della Terna per scoprire altre influenze climatiche e altre novità del gennaio 2008.

E' di questi giorni la notizia che, secondo i dati del gruppo di climatologia storica del CNR-ISAC, per l'Italia il gennaio 2008 si piazza al sesto posto tra i mesi di gennaio più caldi degli ultimi 200 anni. Tuttavia, come si ricorderà, l'inverno 2007 è stato veramente caldo e, di fatto, il gennaio 2007 è stato più caldo del gennaio appena trascorso.T_gennaio_2007 T_gennaio2008

Le figure a fianco sono costruite tramite la facility citata più sopra e mostrano proprio le differenze delle temperature di gennaio 2007 e gennaio 2008 rispetto alla media dei mesi di gennaio di un periodo di riferimento climatologico (1968-1996).

E' evidente la grande anomalia termica positiva su tutta l'Italia nel gennaio 2007, mentre per lo stesso mese del 2008 si nota un'anomalia positiva evidente nel nord Italia e valori più nella norma altrove. Comunque, poichè queste carte non hanno grande dettaglio, conviene considerare analisi di dati di serie storiche nazionali omogenee come quelle del gruppo di climatologia storica del CNR-ISAC.

Tmedia_gennaio2008_3 La mappa qui a fianco mostra infatti che la forte anomalia positiva del nord Italia ha un riscontro in un'anomalia più debole, ma sempre positiva, anche nelle altre regioni, giustificando così il fatto che il gennaio 2008 si piazzi al sesto posto tra i mesi di gennaio più caldi degli ultimi 200 anni. Inoltre, essa rende conto anche di un altro dato che si evince dal comunicato stampa della Terna: la variazione della domanda energetica (rispetto al gennaio 2007) non è stata costante in tutto il territorio nazionale, bensì è risultata leggermente negativa al nord (-0,1%), positiva al centro (+1,1%) e ancora maggiore al sud (+2,7%). Tutto ciò è consistente con il fatto che nel centro-sud a gennaio 2008 ha fatto sensibilmente più freddo rispetto al gennaio 2007, quando la forte anomalia termica positiva era estesa a tutto il territorio nazionale.

Per concludere, vorrei riportare un altro dato del comunicato stampa, che riguarda non la domanda, ma l'offerta di energia elettrica. Nel gennaio 2008 la produzione nazionale di energia elettrica è aumentata del 3,3% rispetto al gennaio 2007, con una crescita di tutte le fonti. In questo contesto spicca l'aumento di produzione di energia da generatori eolici: addirittura +49,1%. A cosa è dovuto questo enorme aumento dall'eolico?

La prima cosa che viene da pensare è che quest'ultimo gennaio sia stato particolarmente ventoso...Vento_gennaio2007media_2 Vento_gennaio2008media_2 

Analizzando le due mappe a lato, in cui si riporta l'intensità del vento in m/s (purtroppo a bassa risoluzione), sembrerebbe invece che il gennaio 2008 sia stato più protetto dai venti rispetto al gennaio 2007, pur caratterizzato anch'esso da venti piuttosto deboli sul territorio nazionale. In effetti, servirebbe sapere anche i superamenti delle soglie tipiche perchè le pale eoliche possano funzionare, ma tale dato non lo disponiamo. Tuttavia, l'ipotesi di una maggiore attività delle pale eoliche a causa di una incrementata ventosità sembra poco probabile. Non ci resta che concludere che devono essere aumentate le centrali eoliche in funzione.

Chissà se qualcuno mi può confermare questa "esplosione" dell'eolico in Italia?

In conclusione, ho giocato con semplici analisi climatiche per poter "leggere tra le righe" di un comunicato stampa che "tocca le nostre tasche"...

... e dato che il clima ha impatti su tante attività della nostra vita di tutti i giorni, lascio a voi l'incombenza (o il piacere) di giocare con qualsiasi altro tipo di impatto climatico.

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