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Consumi di carta e impatti climatici

Mi fa molto piacere dare evidenza ad uno studio condotto dai colleghi dell'Istituto di ricerca sull'impresa e lo sviluppo del Consiglio Nazionale delle Ricerche (vedi comunicato stampa del CNR per saperne di più).

E' noto che negli uffici si spreca una grande quantità di carta, anche se molti di noi utilizzano il retro di fogli stampati per prendere appunti o riciclano comunque in qualche modo i fogli inutilizzati. Ebbene, per la prima volta (almeno a mia conoscenza) i colleghi del CNR hanno dato una stima quantitativa della carta utilizzata negli uffici italiani e del suo impatto sulla natura e, in particolare, sul clima.

Mi limito a dare solo qualche cifra. Negli uffici italiani si utilizzano circa 240 miliardi di fogli all'anno, per un peso complessivo di 1,2 milioni di tonnellate di carta. Ciò equivale all'abbattimento di circa 20 milioni di alberi e all'immissione in atmosfera di una quantità di CO2 pari a oltre 4 milioni di tonnellate annue.

Questi numeri sembrano subito piuttosto impressionanti, ma, come sempre accade in questi casi, il loro vero valore si comprende solo nel confronto con altri settori i cui impatti siano più visibili e immediati. In particolare, lo studio ci fa vedere che, se risparmiassimo un foglio ogni 5, emetteremmo quasi 900.000 tonnellate di CO2 in meno ogni anno, e questo equivale a non far circolare per un anno ben 550.000 automobili di standard medio europeo che percorressero ognuna 10.000 km.

Ma potremmo effettivamente ottenere un risparmio del genere? Certo con la buona volontà di ciascuno di noi non sarebbe difficile, ma anche leggi apposite possono fare la loro parte.

Avete mai sentito parlare di conservazione sostitutiva? Si tratta del fatto che l'archiviazione di pratiche, fatture, documenti in genere possa essere "sostituita" da un'archiviazione elettronica e non più cartacea. In questo senso, dato che  il consumo di carta negli uffici delle amministrazioni pubbliche sfiora il 20% di quelle totali addebitabili agli uffici a scala nazionale, una normativa che introduca l'obbligo di conservazione sostitutiva per tutti i documenti ufficiali potrebbe già da sè farci avvicinare notevolmente all'obiettivo di risparmio di un foglio su 5.

Ebbene, la buona notizia è che norme di questo tipo sono allo studio, addirittura per l'inserimento in Finanziaria.

Nel frattempo, ognuno di noi può convertirsi a buone pratiche personali di risparmio... Inoltre, penso che questi dati debbano fungere da pungolo anche per tutti noi lettori di quotidiani (potremmo abituarci ad abbonarci ad una versione elettronica, già fornita da molto giornali, e a stampare solo ciò che più interessa). Non parliamo poi degli editori dei giornali stessi, che già per conto loro stanno vagliando tutte le potenzialità della "dematerializzazione" del loro prodotto...

Voglio concludere con le parole del collega Zoboli, coautore dello studio citato:

"La strada del documento digitale potrebbe contribuire notevolmente all’attuazione di alcune politiche pubbliche, come la riduzione del riscaldamento globale e delle emissioni di CO2"

Per andare oltre Gutenberg, in maniera ecocompatibile...

Commenti

Si è parlato tanto di OLED, una tecnologia che permette di realizzare schermi sottilissimi, pieghevoli e assolutamente maneggevoli. Mi domando... ma... la ricerca in questo senso va avanti? È appoggiata anche dagli Editori? C'è davvero un interesse di più parti nella commercializzazione di questo nuovo tipo di supporto con investimenti e contribuzioni considerevoli al fine di dire un “quasi addio" alla carta e cominciare ad esempio a distribuire giornali e riviste in questa forma?
Ipotizziamo che il mercato renda disponibile degli schermi OLED ad un prezzo accessibile, di un formato, che so... A4 o anche più piccolo, naturalmente "arrotolabile", capace di accogliere un'unità di memoria esterna come una tesserina dotata di microchip. Poi, mettiamo che una testata abbandoni la stampa tradizionale per entrare nell'era del digitale portatile: si potrebbe pensare ad un'edicola che anziché disporre del giornale stampato, utilizzi un apparecchio che "scarica" ad alta velocità di trasferimento dati l'edizione di quel giorno nella tesserina dell'utente il quale paga come se acquistasse una copia di carta, il chip verrebbe inserito a questo punto nello schermo portatile e voilà, ecco il giornale pronto.

Troppo futuristico?
Io credo che se paragonassimo i costi delle conseguenze che lei ha citato all'investimento per progetti di questa natura, beh... mi sa che si andrebbe verso una possibile soluzione al problema, no?

L'articolo è stato a dir poco profetico: a riguardo del "Piano E-gov 2012", Brunetta ha recentemente dichiarato che la vera sfida è "l'eliminazione della montagna di carta prodotta ogni anno da oneri burocratici. Solo attraverso questa operazione sarà possibile per lo Stato risparmiare qualcosa come 3 miliardi all’anno."

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